Vanessa. 15 anni.
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Scusate se sono così, non vi piacerò sicuramente, non mi piaccio nemmeno io.

Il mare e la musica sono il mio tutto.

"Puoi dirmi tutti i complimenti che
vuoi, non cambierò idea fino a
quando non mi guarderò allo
specchio e mi dirò: "cazzo sono
dimagrita, e sono anche bella
stamattina."
"Le persone sono davvero sincere solo in due casi: quando sono ubriache e quando ti parlano alle tre di notte.”

Ilmareditroppo | Joy Musaj (via ilmareditroppo)

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(via sonounassolutodisastro)

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Ehi mamma, 
so che non ti aspetti lettere da me, o magari sono l’unica figlia da cui le aspetti, non so, in questo momento so solo che magari stai pensando sia accaduto qualcosa di orrendo, ma non è così, perciò calma, respira e tranquillizzati. Sai che sono la figlia disastrata, quella che non parla, se non per dire cavolate, dare aria alla bocca senza pensare, sai che non esprimo ciò che provo, che appena devo parlare con te, magari anche per dirti qualcosa di insignificante mi blocco, non ci riesco, è come se tante piccole voci nella mia testa mi dicessero ‘Zitta, sai solo dire cavolate, non parlare, tieni dentro.’ e sai mamma, questo fa male, accumuli tutto quello che vorresti dire ma non riesci, lo accumuli tutto insieme dentro e lasci che faccia male, che pesi, che distrugga piano. Spesso mi dici che sto tornando a sorridere come facevo prima, che sono più serena, ma sai qual’è la verità mamma? Che sono sorrisi falsi, sono sorrisi che nascondono tutto ciò che ho dentro, ho talmente tante emozioni mescolate dentro di me che non capisco più nulla, sento rabbia, frustrazione, stanchezza, e chi più ne ha più ne metta, e sai qual’è la cosa divertente? Che non so neanche io perché provo tutto ciò, so solo che non ce la faccio più, magari un secondo sono la ragazza più felice del mondo, troppo felice senza motivo e un attimo dopo mi sento stupida, inutile, mi sento così insignificante da diventare quasi invisibile, anzi, togliamo il quasi. Sai, ormai mi capita sempre più frequentemente che proprio mentre sto sorridendo, sono quasi felice, magari sono ad un passo dall’essere felice, contenta, mi salgono le lacrime, e la felicità diventa di nuovo un miraggio lontano, tendo le mani, ma si allontana sempre di più e le lacrime scendono senza che possa fare nulla per impedirlo.
Perdonami mamma, perdonami se non sono affatto la figlia che volevi, perdonami se non ti parlo mai di me, e quando capita non riesco a guardarti negli occhi, perchè se lo facessi scoppierei in lacrime ed ormai sono stanca di piangere, perdonami se continuo a dirti che cambierò e non lo faccio, non perchè io non voglia, solo che non ce la faccio, sono una debole.. perdonami se ti lascio fuori dalla mia vita e me ne sto in disparte, isolata, ma preferisco così, perdonami se continuo a risponderti male, sai che quando lo faccio è solo per uno sfogo personale.. sai che per te darei l’anima.. perdonami se mi credi una persona facile, non volevo pensassi questo di me.. perdonami se vado male a scuola, se non ottengo voti brillanti e devi sentirti umiliata davanti ai professori.. perdonami se non sono la figlia perfetta, avrei voluto anche io non essere così.. perdonami del tempo che perdi con me lasciandoti andare ogni volta in lacrime quando vorrei solo venirti contro ed abbracciarti chiedendoti di restare.. perdonami se mi lascio facilmente trasportare dalle persone, perdonami se non ascolto mai i tuoi consigli, ogni volta credo che ci sia un punto a mio favore e invece? Finisco sempre col ritrovarmi illusa, scusami hai ragione.. Ti prego perdonami, perdona il mio carattere, perdona i miei atteggiamenti scorretti.
Perdonami che nonostante io non sappia cosa significhi amare, ti amo tanto, ti amo tanto e forte. 

-Tua figlia che ti ama nonostante sia un enorme casino ambulante che distrugge tutto ciò che tocca e che a volte ha rischiato di distruggere anche te senza volerlo. Quando torno a casa abbracciami forte e dimmi che mi ami, ne ho bisogno, ho bisogno della mia mamma. 

— Federica Orlandelli (via forte-come-me)
"Mi state tutti sul cazzo.
A partire da quelle troiette del cazzo che non fanno che ripetere “oh mio dio, devo dimagrire sto diventando obesa” ma muori, ceh, hai una 38, una XS, ovvero “extra small” cosa vuoi di più? Scomparire? Se vuoi ti do una mano io, letteralmente. Che odio.
Per poi passare dai “finti autolesionisti, bulimici, anoressici, depressi” e quant’altro.
L’autolesionismo è una malattia, non è che se per sbaglio ti graffi con l’unghia spezzata sei autolesionista cara, no, non lo sei. Anzi, se lo ripeti un’altra volta ti faccio ingogliare quell’unghia. E anche chi lo fa per “moda” pubblicando le foto dei tagli sui social network, e poi “uh ma sono tagli quelli?” “No che dici”.
Quanto odio posso provare nei loro confronti.
E la bulimia, carissima mia, non è vomitare una volta ogni tanto per un indigestione dopo essersi abbuffata di porcherie. A tutti quello può capitare. La bulimia è provocarsi il vomito da sola, volontariamente. Ok?
E anche l’anoressia è un disturbo alimentare molto complesso, non è che se digiuni per un giorno o due, o se magari sei senza tette e culo. Se non ne hai cara, fattene una ragione, non collegare questi fattori ad una malattia, che su ste cose non si scherza. Comprendi?
E pure la depressione, cos’è hai perso la puntata del tuo telefilm preferito? O magari, del cartone, perché ormai anche i bambini di 10 anni dicono di essere depressi.
Che schifo oh, se vuoi ti aiuto a volare come peter pan, dalla finestra, con un calcio in culo magari. E poi vedi come voli.
Tipo “dai buttati, che è morbido”. Fottuti bimbi minchia del cazzo.
Cosa avete nella testa a posto del cervello? Un criceto in prognosi riservata? Mi fate andare in bestia. Dovreste fare tutti un suicidio collettivo.
Senza parlare di quei coglioni dei ragazzi, dicendo “le ragazze in carne sono le più belle” e poi appena le vedono iniziano con le battutine seguite da risatine del cazzo. Deve andarvi la saliva di traverso e soffocare, teste di cazzo.
E i bambini? Quelli che al supermercato ti guardano e senza alcun motivo di fanno la linguaccia? E se magari tu la fai a loro scoppiano in lacrime, e devi prenderti il rimprovero dai genitori. Brutti coglioni strappategli quella cazzo di lingua a vostro figlio o lo faccio io.
Senza contare le ragazze che ti guardano dalla testa ai piedi. Che cazzo avete da guardare, ochette di merda? Che vengo lì e vi prendo a padellate, come fa Rapunzel nel cartone. E fidatevi, fa male.
E i professori? “Non hai studiato, due” ma vecchia baldracca, non ho saputo rispondere solo ad una domanda, di un capitolo che avevo studiato in prima media. Che cazzo, io non ricordo nemmeno cosa ho fatto 5 minuti fa. Vorrei vedere te, ti ficco due dita nell’occhio appena non la smetti di urlare.
E poi esci per stare tranquilla, magari ti fumi na sigaretta e arrivano i vecchi rompipalle “non si fuma, fa male, si muore”. Sei molto più anziano di me, ti avranno sicuramente insegnato che chi si fa i cazzi suoi campa cent’anni. Io morirò anche di cancro ai polmoni, ma tu belloccio mio morirai perché non ti sai fare i cazzi tuoi e non mi interessa sapere la storia della tua vita. Grazie.
Niente, praticamente ogni cosa e ogni persona mi sta sul cazzo.
Tutto, ogni minima cosa. Cade un foglio per terra e mi parte un porcodio.”

avevaitemporalidentro (via avevaitemporalidentro)

E VABEH HA VINTO TUTTO.

(via imnotsostronganymoreblog)

STATUA.

(via unaragazzaconunproblema)

I bimbi minchia le ragazze che ti squadrano i ragazzi falsi le depresse de sto cazzo. Bene tutta M-E-R-D-A

(via stancadicontinuareasoffrire)

Ha vinto tutto.

(via edimerimaneunpiccoloframmento)

Quanta stima, quanta quanta quantaaaaaa (via hovogliadelletuelabbra)

mmh,bella generazione,e non parlo solo di quelli che descrive.La generazione d’oggi fa proprio cagare.

(via unpassodalsole)

STIMA PROFONDA PER TE

(via campo-di-margherite)

"Con un calcio in culo, magari. Poi vedi come voli."
AHAHAHAHA

(via sefeliceiosarodirvelovorro)

OLÈ.

"Non puoi costringerlo ad amarti.”
— Illwait-neverlosehope
"Devo chiedermi scusa.
Per la poca cura di me.
Per le illusioni.
Per le repressioni.
Per gli occhi malconci.
Per lo stomaco disintegrato.
Per le gambe tremanti.
Per le labbra spaccate.”
G. Macrì (via fioriscimidentro)
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